
2017, Paesi Bassi, emulsione 16mm realizzata a mano e stampata a colori in loop, sonoro di Ji Youn Kang, 12 min.
Il tuo modo di vedere un’immagine cambia quando sai che è accaduto qualcosa di orribile o inquietante in essa? Anche se magari non vedi (o non riconosci) nulla? Questo “non vedere” è essenziale per stimolare l’immaginazione?
Per Deletion ho visitato sei luoghi nei Paesi Bassi che nel (recente) passato hanno suscitato grande scalpore perché teatro di crimini inquietanti e/o orribili che hanno avuto un impatto considerevole sulla società. In questi luoghi ho girato dei filmati b/n in cui non ho ripreso il paesaggio in sé ma ho realizzato dei primi piani estremi dei punti “colpevoli” che in qualche modo ricordano una sagoma umana o una forma. Una foglia che ondeggia, un pezzo di stoffa che svolazza al vento, un sacchetto di plastica strappato nell’acqua.
L’ispirazione per Deletion è il processo Autochrome, un metodo perduto nel tempo utilizzato per creare il colore a partire da filmati bianco e nero. Una tecnica di colorazione per le foto b/n risalente alla fase pionieristica della fotografia e della cinematografia. Inventata dai fratelli Lumière nel 1903, dei minuscoli granuli di fecola di patate colorati di rosso-arancio, blu-violetto e verde creavano l’illusione di un’immagine a colori. Questa fecola di patate generava il colore posizionando un campione granulato dei tre colori principali (RGB) davanti a un’immagine bianco e nero.
Per Deletion ho cercato di ampliare questa tecnica. È come se si osservasse l’immagine al microscopio: dei granuli scorrenti in cui i contorni diventano evidenti. Utilizzando questa tecnica ho materializzato delle “apparizioni” solo parzialmente riconoscibili, che sembrano essere il residuo di una forma umana. Un’immagine pensata per evocare la stessa sensazione dell’istinto primordiale che ci spinge a guardare i disastri e le scene orribili. L’immagine/film che ne risulta è piuttosto astratta. Come osservatore hai l’opportunità di usare la tua immaginazione e vedere ciò che vuoi vedere.
La traccia sonora ambient è nata da una collaborazione con Ji Youn Kang, artista sonoro coreano residente nei Paesi Bassi. Ha conseguito un master in Sonologia (2 livello) presso il Conservatorio Reale con Paul Berg ed ha una predilezione per la musica elettroacustica e la composizione musicale. La traccia sonora si ispira liberamente all’intro di “The Texas Chain Saw Massacre” 1974 (Non aprite quella porta).
