The Garden Of Electric Delights

The Garden Of Electric Delights
The Garden Of Electric Delights

2025, Austria, video, colore, sonoro di Karolina Preuschl, Billy Roisz, Isabella Forciniti, 12 min.

Il giardino del piacere e della tortura che l’artista olandese Hieronymus Bosch concepì e visualizzò come un trittico surreale oltre cinque secoli fa è stato battezzato dai posteri con un titolo suggestivo: “Il Giardino delle Delizie”. Billy Roisz ha dato alla sua ultima realizzazione una variazione di questo titolo, e lo ha fatto in modo logico: il suo Garden Of Electric Delights offre dei piaceri che sembrano più “elettrici” e meno terreni.

Una grigia sfera di confusione si avvicina, in cui dei segnali immateriali danzano una sorta di tango spettrale micro-organico. Il colore si diffonde nel campo visivo; i toni rossi, blu e verdi disposti verticalmente sono tenuti in movimento dai segnali di interferenza provenienti da apparecchi analogici. Si nota una vaga divisione del campo visivo in tre parti. La musica oscilla tra registrazioni sul campo, elettronica vintage e noise.

Billy Roisz ama la materialità della sua arte, i suoi effetti sinaptici e fisici. I segnali video sono interconnessi con precisione agli impulsi audio e, attraverso il complesso disegno delle superfici colorate, Roisz penetra in profondità nel tessuto virtuale delle sue astrazioni, conferendo loro una presenza spaziale. Le forme e le strutture cambiano continuamente: The Garden Of Electric Delights mette in scena un gioco meta-morfologico con delle manovre indotte elettricamente che attivano i sensi.

Dietro il tremolio e lo sfarfallio estetizzato delle linee dell’immagine, diventa presto percepibile un mondo animale e vegetale notturno, pur restando acusticamente artificiale. Il cinguettio sintetico dei surrogati degli uccelli e il richiamo del gufo meccanico risuonano in una foresta illuminata da una luce fioca. Il finale appartiene alle texture delle squame cornute dei rettili, alle escrescenze cutanee, alla divisione cellulare e alle animazioni dal design alieno. Uno scenario naturale che svanisce rapidamente, disteso davanti a noi nella pallida luce tra la notte e il giorno, conclude questo viaggio nel meraviglioso mondo in via di estinzione della diversità di colori e forme.

Stefan Grissemann